TAYLOR 310 (2001)

Quante chitarre pensate che la Taylor Guitars possa sfornare, quotidianamente? 5? 150? 1500? ..sinceramente, dopo averla avuta tra le mani e provata a dovere, non è che me ne freghi molto.  Si, perchè pur essendo questa solo una, tra la miriade di dreadnought sfornate dal colosso californiano, la qualità costruttiva e timbrica che trasuda dallo strumento non fanno rimpiangere l'artigianalità, che ovviamente manca quando si parla di produzione di massa.

Bob Taylor è stato (ed è) un innovatore per molti aspetti. Ma quello che di più colpisce il sottoscritto è proprio come la qualità delle sue chitarre non abbia minimamente risentito della crescita vertiginosa che la Taylor Guitars ha sperimentato in questi ultimi 10-15 anni.  Anzi, verrebbe da dire il contrario: il miracolo di Taylor è stato quello di aumentare la qualità, aumentando il numero di pezzi prodotti! E di questo, dobbiamo essergli tutti grati: sotto la sua spinta, il mercato ha dovuto adeguarsi e di conseguenza alzare gli standard qualitativi comunemente condivisi quali riferimenti per i prodotti 'di largo consumo'.  In sostanza, oggi a parità di budget, ci si può permettere 'a lot more guitar' di quanto non fosse possibile 15 anni fa (ragionando ovviamente al netto degli effetti generalizzati dell'inflazione).

Come è stato possibile tale miracolo? Semplice: con la re-ingegnerizzazione del processo produttivo delle chitarre (applicando criteri industriali) e conseguentemente con l'introduzione spinta di macchine utensili a controllo numerico (CNC) nel processo di fabbricazione e assemblaggio degli strumenti. Tutto ciò condito da idee geniali (tipo il neck-body joint) che hanno permesso il felice connubio tra un'arte antica (la liuteria) ed un approccio moderno al manufacturing. Dovrebbero dare a Bob Taylor una laurea in ingegneria gestionale e dei processi produttivi honoris causa...

Dopo la doverosa santificazione del visionario Bob, passiamo allo strumento in questione.

IL DESIGN

La 310 è una dreadnought, così come suggerito dalla dicitura stessa (*10 per le Taylor - la prima cifra, in questo caso '3' sta ad indicare la serie).  In quanto tale, lo strumento si caratterizza (grossomodo) per forma e dimensioni, prendendo spunto nella fattispecie dalla Gibson Hummingbird. A dire il vero, ultimamente le dread Taylor hanno subito un minimo di maquillage, avendo le linee un po' più smussate di una volta e risultando quindi con un corpo un po' meno squadrato e dai lineamenti più dolci, rispetto alla suddetta Gibson originale ispiratrice.  Scala classica da 25' e 1/2, per sfruttare bene la tensione delle corde nello 'stunf' della pennata.  I soliti 14 tasti al corpo, e quindi anche il bracing pattern a X vicino alla buca, risultante in una struttura rigida e prone ad un suono con molto attacco.  Da rimarcare l'ormai storica scelta di Taylor di avvitare il manico al corpo per mezzo di 2 bei bulloni passanti attraverso la zocchetta (neck block), per andare ad avvitarsi in altrettante bussole di alluminio alloggiate nel tenone del manico.  In più, sugli strumenti fabbricati dopo il 2000, la tastiera dal 14° tasto in poi non è incollata sulla tavola armonica, bensì alloggiata in un precisissimo scasso sulla tavola stessa e avvitata con lo stesso principio del manico attraverso la tavola armonica in un supporto di mogano che si estende all'interno della cassa dalla zocchetta fino quasi alla buca.  Ancora più sorprendente è come questa soluzione consenta al manico di stare su senza una goccia di colla e soprattutto come, in fase di assemblaggio, consenta di sistemare l'angolo del manico (neck tilt) più o meno come si farebbe con una Stratocaster. Infatti, alla Taylor hanno degli stupendi spessori tagliati col laser (!) calibrati per diversi angoli di incidenza, che semplicemente appoggiano all'interno delle mortase scavate nel corpo per regolare l'angolo del manico a piacimento.  Una bomba sia in fase di assemblaggio (provate a comparare questa tecnica con quella tradizionale, con l'incastro a coda di rondine incollato, e poi immaginate quale dei due è il metodo più rapido...) che in fase di riparazione, dovesse un giorno essere il caso di risistemare il manico.

LEGNI e FINITURA

La 310 è una chitarra costruita interamente in legno massello; tanto la tavola armonica (abete sitka), quanto fondo e fasce (mogano sapele).  Questa caratteristica da sola sarebbe sufficiente per contraddistinguerla come un'acustica 'vera'.  Infatti, pur potendo (anche se il sottoscritto avrebbe qualche obiezione) chiudere un occhio su fondo e fasce laminate, la tavola armonica in legno massello è una condizione 'sine qua non' per una flattop degna di tale nome. Tra l'altro la tavola dell'esemplare in questione è anche molto bella, tagliata sul quarto in modo praticamente perfetto (non c'è diversità di riflessione della luce tra le due metà della tavola), impressione tra l'altro confermata dall'orientamento della vena visibile in corrispondenza della buca centrale.  Manico in mogano, tastiera e ponticello in ebano (esattamente come sulle Taylor di maggior pregio), capotasto e ponticello in Tusq (..meglio l'osso, ma impensabile su una chitarra non di liuteria).  La tavola armonica è piacevolmente finita in trasparente lucido, mentre fondo e fasce sono satinate. Una finitura satinata è sicuramente meno dispendiosa da applicare di una lucida (non va lucidata, appunto), ma più rumorosa e sicuramente meno sexy.  La Taylor ha così ottenuto a mio avviso un buon compromesso, sposando economia e funzionalità. La chitarra risulta infatti piacevolmente priva di fruscii da sfregamento col braccio sulla tavola mentre si suona. In più ha un look piacevole e simile a quello delle sue sorelle maggiori da ben più soldi.  Anche l'interno della chitarra si presenta ottimamente: niente sgocciolate di colla, catene ben rifinite e incastrate sotto le controfasce in modo pulito e preciso, controfasce regolari, ben incollate e ordinate.  Ottimo.

SUONABILITA'

Una volta sistemata a dovere (setup), la chitarra è talmente facile da suonare che riesce difficile metterla giù. Il manico è grosso il giusto, la spaziatura tra le corde perfetta, i tasti sono sistemati che meglio non si può e rifiniti perfettamente, con i bordi ben smussati ed angolati in modo uniforme, senza un segno di lima. Si suona per ore senza stancare la mano.  Difficile trovare qualcosa che non vada sotto questo aspetto.  In più, questa 310 è intonatissima, anche sulla 6a corda oltre il 12° tasto. 10 e lode.

SUONO

Dopo averne provate e sentite parecchie, mi verrebbe superficialmente da dire che queste Taylor suonano tutte uguali. Ed infatti, alla fine è proprio così: suonano bene ed hanno un timbro che le contraddistingue, indipendentemente dagli etti di abalone che hanno intarsiati e dai legni di fondo e fasce.  Certo, è un suono che potremmo definire "hi-fi", ma in fin dei conti dove stà scritto che bisogna accodarsi a tutti costi al suono Martin.  Le Taylor suonano come le Taylor; è un suono aperto, bilanciato e con molto 'zing', un po' attenuato nei medi. Forse sono meno spiritate di altre chitarre, ma sfido io chiunque a dire di non riuscire a tirare qualsiasi serata o qualsiasi session in studio con una di queste chitarre. Con una muta silk & bronze .011 - .052 la  nostra 310 ha il giusto volume, comprime relativamente poco quando spinta con energia e risponde piacevolmente alle nuances della mano destra, sia col plettro che con le dita. Ha una bella voce asciutta (mogano!), discretamente granosa, ricca di armonici e con buon sustain, che tira fuori senza farsi pregare anche col tocco delicato.  Con le .012 suona sempre bene, con una predilezione per il flatpicking, mentre le .013 per me sono 'overkill' (nel senso che non aggiungono nulla, se non la massa della corda).

CONCLUSIONI

Promossa a pieni voti. Un onestissimo strumento da lavoro, già buono in partenza, con poco da temere da chitarre nella stessa fascia di prezzo ed anche un pelo più costose, destinata a migliorare col tempo se ben suonata e fatta maturare a dovere.

$$$

Nuova si trova dalle parti dei 1300 Euro. A volte anche qualcosa in più.  Usata si può portare a casa, a seconda delle condizioni e dell'abilità nel contrattare, per cifre intorno ai 900-1000 Euro.  Su Ebay.com si trova spesso con buy it now che si aggirano sugli 850 Dollari, e a starci dietro si possono vincere aste anche sui 700-750 Dollari...poi c'è sempre il problema di farla arrivare di qua dall'oceano.

SCHEDA TECNICA

Tavola armonica: abete sitka
Fondo e fasce: mogano sapele
Tastiera e ponticello: ebano
Scala: 25 e mezzo
Vernice: lucida (t) / satinata (f & f) poli
Custodia: rigida SKB

Ispirazione

Dreadnought Gibson Hummingbird reinterpretata in chiave moderna, sia dal punto di vista costruttivo che del suono.